Apr 1 26

Naso chiuso cronico: allergia, sinusite o deviazione del setto?

Andrea Magra

Avere il naso chiuso in modo costante non è solo fastidioso: può influire sulla qualità del sonno, sulla concentrazione e sul benessere generale. Molti pazienti convivono con questo problema per mesi o anni senza capire la causa reale.

Ma da cosa dipende davvero un naso chiuso cronico?

Le cause più comuni

1. Allergia (Rinite allergica)

È una delle cause più frequenti, soprattutto a Londra dove pollini, polveri sottili e acari sono molto presenti.

Sintomi tipici:

  • Naso chiuso alternato
  • Starnuti frequenti
  • Prurito a naso e occhi
  • Lacrimazione

Spesso peggiora in determinati periodi dell’anno o in ambienti specifici.

2. Sinusite (acuta o cronica)

La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali che può diventare cronica se non trattata correttamente.

Sintomi tipici:

  • Sensazione di pressione su fronte e zigomi
  • Muco denso (giallo/verde)
  • Mal di testa
  • Riduzione dell’olfatto

Quando dura più di 12 settimane, si parla di sinusite cronica.

3. Deviazione del setto nasale

È una condizione anatomica molto comune: il setto che divide le narici è deviato, rendendo difficile il passaggio dell’aria.

Sintomi tipici:

  • Ostruzione costante (spesso da un lato)
  • Respirazione difficoltosa soprattutto di notte
  • Russamento o sonno disturbato

In questi casi, i farmaci aiutano poco: può essere necessaria una valutazione specialistica

Come capire la causa?

Molti sintomi si sovrappongono, ed è facile confondere le diverse condizioni.

Per questo è fondamentale:

  • Una valutazione clinica completa
  • Eventuali test allergologici
  • Una visita specialistica ORL (otorinolaringoiatra)

Solo così è possibile identificare la causa e impostare la terapia corretta.

Quando preoccuparsi?

È importante non sottovalutare il problema se:

  • Il naso è chiuso da più di 2–3 settimane
  • Hai difficoltà a dormire o respirare bene
  • I sintomi non migliorano con farmaci da banco

Il supporto di Dottore London

Da Dottore London, i nostri medici italiani a Londra offrono un approccio completo e personalizzato:

✔️ Diagnosi accurata
✔️ Accesso a specialisti ORL
✔️ Percorsi su misura per allergie e sinusiti
✔️ Supporto in italiano e inglese

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Mar 17 26

Vaccini contro la meningite nel Regno Unito: cosa dovrebbero sapere i genitori dopo i recenti casi nel Kent

Andrea Magra

Il nostro Pediatra, Dr. Luca Molinari, spiega cosa significano per le famiglie i recenti casi di malattia meningococcica nel Kent e se il calendario vaccinale dei bambini debba cambiare.

A seguito delle recenti segnalazioni di malattia meningococcica invasiva nel Kent, molte famiglie si sono chieste se questo possa influire sul calendario vaccinale dei propri figli. Casi come questi sono poco comuni e i team di sanità pubblica intervengono rapidamente per identificare i contatti stretti e offrire antibiotici e, ove appropriato, la vaccinazione a chi è stato direttamente esposto. Per la comunità nel suo complesso, il rischio generale rimane basso e le attuali raccomandazioni nazionali non sono cambiate. 

Nel Regno Unito, ai neonati viene normalmente offerto il vaccino MenB a 8 settimane, 12 settimane e 1 anno. Questo calendario è pensato per proteggere i bambini nel periodo in cui sono maggiormente a rischio di malattia da meningococco B. 

Agli adolescenti viene invece normalmente offerto il vaccino meningococcico a scuola nel Year 9, di solito tra i 13 e i 14 anni, e chi non lo ha ricevuto resta idoneo al recupero vaccinale fino al compimento dei 25 anni. Questo vaccino aiuta a proteggere contro i gruppi meningococcici A, C, W e Y

Al di fuori di questi gruppi previsti di routine, i vaccini contro la meningite disponibili tramite NHS vengono generalmente offerti solo a persone con specifici fattori di rischio medico o in situazioni di esposizione definite. Le famiglie che desiderano valutare una protezione aggiuntiva possono anche parlare con il proprio medico della possibilità di una vaccinazione meningococcica privata. Questa opzione va considerata caso per caso, in base all’età, alla storia clinica e a eventuali preoccupazioni specifiche. 

Il messaggio principale per i genitori è quello di mantenere aggiornate le vaccinazioni di routine dei propri figli. I recenti casi nel Kent destano comprensibilmente preoccupazione, ma al momento non modificano il calendario vaccinale nazionale per la popolazione generale. Se non siete sicuri che vostro figlio sia completamente protetto, il passo migliore è parlarne con il vostro medico di base o con un professionista sanitario di fiducia. 

Feb 20 26

🇮🇹 Psicoterapia e ipnoterapia: qual è la differenza?

Andrea Magra

Quando si decide di prendersi cura della propria salute mentale, una delle prime domande che emergono è: quale percorso scegliere? Tra le opzioni più diffuse ci sono psicoterapia e ipnoterapia, due approcci che hanno lo stesso obiettivo, il benessere della persona, ma che lavorano in modi diversi e rispondono a bisogni differenti.

Capire la differenza non significa stabilire quale sia migliore, ma individuare quello più adatto alla propria storia, al momento che si sta vivendo e agli obiettivi personali.

La psicoterapia è probabilmente il percorso più conosciuto. Si basa sul dialogo tra paziente e terapeuta e su un lavoro graduale che aiuta a dare un senso a ciò che si prova. Attraverso il confronto e l’analisi delle esperienze, la persona impara a riconoscere pensieri, emozioni e comportamenti, sviluppando maggiore consapevolezza di sé. Questo processo permette di affrontare difficoltà come ansia, stress, depressione o problemi relazionali in modo strutturato e duraturo.

L’ipnoterapia, invece, segue una strada diversa. Utilizza uno stato di rilassamento profondo e attenzione focalizzata per lavorare su processi più automatici e inconsci. Durante la seduta, la persona non perde il controllo né “si addormenta”, ma entra in una condizione mentale che facilita il cambiamento, rendendo più accessibili risorse interiori spesso non immediatamente consapevoli. È un approccio particolarmente utile quando si desidera intervenire su abitudini, paure, blocchi emotivi o schemi ripetitivi.

La differenza principale tra psicoterapia e ipnoterapia sta quindi nel modo in cui avviene il cambiamento.
La psicoterapia passa attraverso la comprensione e l’elaborazione consapevole; l’ipnoterapia agisce in modo più diretto sui meccanismi interni, favorendo trasformazioni mirate.

Non esiste una scelta giusta in assoluto. Alcune persone hanno bisogno di uno spazio di ascolto e riflessione nel tempo, altre cercano un intervento più focalizzato su un problema specifico. In molti casi, i due approcci possono anche integrarsi.

Da Dottore London, il percorso parte sempre dalla persona. Gli specialisti aiutano a orientarsi tra le diverse possibilità e a costruire un supporto personalizzato, rispettando esigenze, tempi e obiettivi individuali.

Chiedere aiuto è già un primo passo importante: capire quale strada intraprendere è il successivo.

Jan 14 26

Gestione del Peso Medica e Personalizzata

Andrea Magra

La Settimana Nazionale per la Consapevolezza sull’Obesità è un’occasione fondamentale per spostare l’attenzione dallo stigma alla cura consapevole e basata su evidenze scientifiche. Un momento per informarsi. Un’opportunità per agire.

Un percorso clinico strutturato

La gestione del peso non è una questione di forza di volontà o di diete drastiche. È una condizione medica complessa, influenzata da metabolismo, ormoni, genetica, stile di vita e fattori psicologici. Per questo, da Dottore London, il percorso di gestione del peso parte dalla medicina, non da soluzioni standardizzate.

Il nostro approccio

Il nostro Programma di Gestione del Peso è progettato per identificare le cause profonde delle difficoltà nella perdita di peso e costruire una strategia su misura, supervisionata da specialisti.

Un team clinico dedicato

• Dr Andrea Pucci

Specialista in obesità ed endocrinologia. Valuta metabolismo, ormoni e condizioni cliniche che influenzano il peso, definendo il percorso terapeutico più appropriato.

• Dr Erica Ascenza

Dietista specializzata. Elabora piani nutrizionali personalizzati, sostenibili e basati sui dati clinici, non su schemi preconfezionati.

• Dr Silvia Riva

Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Supporta il cambiamento delle abitudini, la gestione dell’alimentazione emotiva e l’aderenza nel lungo periodo.

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