Il nostro Pediatra, Dr. Luca Molinari, spiega cosa significano per le famiglie i recenti casi di malattia meningococcica nel Kent e se il calendario vaccinale dei bambini debba cambiare.

A seguito delle recenti segnalazioni di malattia meningococcica invasiva nel Kent, molte famiglie si sono chieste se questo possa influire sul calendario vaccinale dei propri figli. Casi come questi sono poco comuni e i team di sanità pubblica intervengono rapidamente per identificare i contatti stretti e offrire antibiotici e, ove appropriato, la vaccinazione a chi è stato direttamente esposto. Per la comunità nel suo complesso, il rischio generale rimane basso e le attuali raccomandazioni nazionali non sono cambiate. 

Nel Regno Unito, ai neonati viene normalmente offerto il vaccino MenB a 8 settimane, 12 settimane e 1 anno. Questo calendario è pensato per proteggere i bambini nel periodo in cui sono maggiormente a rischio di malattia da meningococco B. 

Agli adolescenti viene invece normalmente offerto il vaccino meningococcico a scuola nel Year 9, di solito tra i 13 e i 14 anni, e chi non lo ha ricevuto resta idoneo al recupero vaccinale fino al compimento dei 25 anni. Questo vaccino aiuta a proteggere contro i gruppi meningococcici A, C, W e Y

Al di fuori di questi gruppi previsti di routine, i vaccini contro la meningite disponibili tramite NHS vengono generalmente offerti solo a persone con specifici fattori di rischio medico o in situazioni di esposizione definite. Le famiglie che desiderano valutare una protezione aggiuntiva possono anche parlare con il proprio medico della possibilità di una vaccinazione meningococcica privata. Questa opzione va considerata caso per caso, in base all’età, alla storia clinica e a eventuali preoccupazioni specifiche. 

Il messaggio principale per i genitori è quello di mantenere aggiornate le vaccinazioni di routine dei propri figli. I recenti casi nel Kent destano comprensibilmente preoccupazione, ma al momento non modificano il calendario vaccinale nazionale per la popolazione generale. Se non siete sicuri che vostro figlio sia completamente protetto, il passo migliore è parlarne con il vostro medico di base o con un professionista sanitario di fiducia.