Gomito del tennista e tendinite al polso… cosa fare?

La parola “tendinite” si riferisce ad un gonfiore e ad una infiammazione dei tendini. L’infiammazione dei tendini e della guaina tendinea (il tunnel all’interno del quale scorrono i tendini) possono causare dolore e gonfiore. Ogni muscolo alle sue estremità ha dei tendini quindi inteoria ogni parte del nostro corpo ne puo essere affetta.

Tra le tendinopatie sicuramente quelle più diffuse ai giorni nostri sono quelle del tendine d’Achille, il gomito del tennista (o epincondilite) e quella del polso (o di De Quervain). I ripetuti insulti da sovraccarico degli sportivi ma anche i ripetuti movimenti di chi effettua attività come per esempio, meccanici, carpentieri, giardinieri, pulizie di casa e ufficio, cuochi, pittori sono fattori predisponenti a sviluppare questo tipo di condizione.

I sintomi del gomito del tennista e della tendinite del polso si sviluppano lentamente. Cominciano solitamente come dolore lieve o bruciore sul lato esterno del gomito, dell’avambraccio e del polso, per poi progredire per settimane o mesi verso un dolore moderato o grave. Il dolore è spesso più intenso durante il movimento, soprattutto quando si ha in mano qualcosa di pesante, si stringe la mano o durante specifiche attivita’. I fattori di rischio oltre ad essere quelli specifici per l’attività che si svolge (alcuni tipi di lavoro o di sport) sono anche fattori posturali e congeniti, uso di farmaci e fattori ormonali.

Cosa fare

Rivolgersi ad un professionista medico o fisioterapista per individuare il trattamento più idoneo, per la gestione dei sintomi e la risoluzione del problema. Nessun singolo trattamento è efficace per tutti. Più spesso una combinazione di approcci terapeutici differenti è necessaria per ottenere risultati di successo a lungo termine. Le terapie non chirurgiche sono la prima scelta e possono includere il riposo, il ghiaccio, l’uso di analgesici (farmaci anti-infiammatori non steroidei o FANS) e / o farmaci anti-infiammatori (steroidi) e fisioterapia.

Quando approcci non chirurgici non sono sufficienti o inefficaci, l’intervento chirurgico (aperto o artroscopico) può essere appropriato ricordando che, come qualsiasi altra procedura chirurgica, ci sono alcuni rischi, comprese le infezioni, i danni al nervo o vaso sanguigno, la riabilitazione prolungata, e la perdita di forza o di flessibilità.

Fisioterapia

Dopo un’attenta valutazione anamnestica e un esame obiettivo di solito una combinazione di terapie manuali, esercizi e terapia strumentale come la Tecar terapia risulta essere l’approccio piu efficace a breve e lungo termine. La terapia manuale consiste in massaggi con tecniche miofasciali dei muscoli e tendini, manipolazioni delle articolazioni, esercizi terapeutici, educazione posturale ed ergonomica, agopuntura e Tecar terapia. Lo scopo è di ridurre i processi infiammatori, ripristinare il corretto funzionamento di muscoli, tendini ed articolazioni, rimodellamento dei tessuti “alterati” e correzione delle disfunzioni di movimento e posturali per evitare recidive e per una gestione a lungo termine.

(Articolo a cura dwl fisioterapista Pietro Mazzariello)